Si dice che gli alti prezzi dei biglietti che hanno tenuto lontano i tifosi dalla prima in Champions Legaue allo Juventus Stadium dei Bianconeri contro lo Shakhtar Donetzk siano il risultato di una scelta commerciale che punta alla sostituzione della tifoseria popolare con una tifoseria (clientela) più selezionata e facoltosa. La dirigenza della Juventus sta seguendo il solco tracciato dal calcio inglese dove i prezzi dei biglietti dall’epoca hoolingans a quella degli sceicchi sono incrementati di oltre il 1000%.

Pare da un lato una lettura superficiale da un punto di vista di marketing visto che la sostituzione non c’è stata e molte poltroncine del bellissimo Juventus Stadium sono rimaste invendute. In effetti questo significa che il prezzo del prodotto è stato alzato ma che la nuova clientela messa nel mirino dell’ufficio marketing bianconero non ha ancora riconosciuto questo incremento di valore.

E’ anche possibile che la spregiudicata e aggressiva dirigenza di Corso Galileo Ferraris abbia semplicemente deciso di iniziare a mettere alla porta i fastidiosi ultras non con i Daspo e i fili spinati ma con le barriere di prezzo.

Ben venga! Nessuno critica la Ferrari o Bulgari perchè i loro prodotti costano tanto. E nella società contemporanea, dove anche dio si vende al mercato tramite opportune segmentazioni, pensare che un prodotto, un servizio, uno spettacolo come il calcio possa restare fuori da logiche squisitamente commerciali e di mercato è una ingenua utopia.

A meno che non si decida di voler raccogliere firme per un referendum che dichiari il calcio bene pubblico e l’accesso allo stadio un diritto inalienabile del cittadino italiano. A meno di non voler ripetere la farsa  del “povero” Celentano che ha messo in vendita biglietti ad un Euro per i “poveri”, biglietti che naturalmente (come poteva essere diversamente) sono finiti in mano dei bagarini e rivenduti su Viagogo probabilmente ai facoltosi fan russi per migliaia di Euro (e non è un’ipotesi di fantasia).

Non è vero che nella comunicazione e nel marketing legato ai grandi eventi sportivi ci sono delle discontinuità significative ovvero che fare marketing con grandi eventi come Olimpiadi o Mondiali di calcio o Europei di calcio sia una prerogativa di marchi globali come Sony, Panasonic, McDonalds, Coca Cola, Ford, ecc.

La riflessione qui sotto va ad approfondire alcuni aspetti dell’intervista a Michele Costantini di Blufreccia.com pubblicata sul numero di aprile della rivista Meeting e Congressi.

Aziende sul palcoscenico globale
Legare il proprio marchio e la propria immagine aziendale ad eventi sportivi globali esaltanti e carichi di valori come ad esempio le Olimpiadi o qualsiasi altro evento sportivo è possibile: legalmente e con budget alla portata anche delle PMI.

Non lo si può fare nei confronti di una audience di massa ma è possibile farlo e legalmente facendo riferimento ad un’audience diversa ma non meno importante costituita dai propri dipendenti, dai propri venditori, dalla propria rete vendita B2B, dai propri partner d’affari e collaboratori più importanti.

Sono infinite le soluzioni più o meno VIP ma comunque corporate per assistere ad un grande evento sportivo che possono essere il premio di incentivazioni, promozioni B2B, regali ed omaggi.

Legare l’immagine della propria azienda ad un evento esaltante come le Olimpiadi di Londra che inizieranno a fine luglio è possibile mettendo insieme innanzitutto il viaggio, l’alloggio e il biglietto per uno degli eventi olimpici. Questa che è per così dire la parte hard della soluzione puo’ poi venire ulteriormente valorizzata con altri elementi che esalteranno l’effetto di comunicazione dell’iniziativa con un budget aggiuntivo non necessariamente importante.

Come valorizzare le potenzialità di mktg e comunicazione dell’investimento
Un esempio di elementi che possono valorizzare la messa in palio anche di solo qualche pacchetto viaggio è la produzione di un minisito web del costo di poche centinaia di Euro in cui vengano presentate l’incentivazione e le condizioni dell’incentivazione il tutto con sfoggio di immagine aziendale unita a quelle del grande evento. Naturalmente il sito dovrà essere riservato ai destinatari dell’incentivazione o agli invitati e non pubblico. Ma l’effetto sul vostro target è assicurato.

Altra idea potrebbe essere quella di inviare alla audience da incentivare o ai destinatari di un regalo un invito a partecipare corredato da un un gadget ufficiale dell’evento o da un gadget che lo ricordi ma marchiato con le insegne della vostra azienda.

Potremmo pensare a tante altre soluzioni ma la cosa fondamentale è che davvero è possibile legare la propria azienda ad eventi che fanno sognare milioni se non miliardi di persone con dei budget del tutto accessibili.

Le soluzioni Blufreccia.com
Qui a Blufreccia.com siamo ancora in grado di offrirti straordinarie soluzioni corporate per le Olimpiadi di Londra. Contattaci o visita il sito Corporate.

Secondo gli standard UEFA e del suo segretario Michel Platini, gli albergatori di Monaco di Baviera dovrebbero essere catalogati come “banditi e truffatori” al pari dei loro colleghi polacchi e ucraini di Euro 2012.

In occasione infatti della prossima finale di Champions League tra Chelsea e Bayern del 19 maggio una camera doppia in un hotel 4* a Monaco arriva a costare fino a 1500 € con incrementi sulle tariffe da listino che toccano l’800%.

Per ora al quartier generale di Nyon nessuno si straccia le vesti.

Magari anche perchè i tedeschi non sono usi uccidere cani randagi, non mettono in galera giovani e belle oppositrici politiche e perchè a Monaco a differenza di Kiev le prostitute rilasciano regolare fattura.

Oppure perchè Platini ha letto il nostro post su domanda, offerta e leggi di mercato.

Monsieur Platini scivola sulla buccia di banana dell’ipocrisia definendo gli albergatori polacchi e ucraini “banditi e truffatori” per avere aumentato a dismisura, dice lui, le tariffe per i pernotti durante gli Europei di calcio a giugno.

La distorsione non è quella dei prezzi delle camere che prevedibilmente crescono quando ci sono decine e decine di migliaia di persone che vorrebbero soggiornare in città con capacità di accoglienza decisamente limitate. La distorsione è quella della UEFA che ha accettato di organizzare un evento di queste proporzioni in due paesi con infrastrutture di accoglienza limitate e forse insufficienti

A questo si aggiungono specie per quanto riguarda l’Ucraina dei record di libertà democratiche e diritti civili molto inferiori agli standard medi europei (vedi la polemica sull’uccisione dei randagi, quella sulla detenzione della Tymoshenko e sullo sfruttamento della prostituzione) e che giustamente stanno scatenando polemiche e offuscando l’immagine dell’evento.

Anche qui a Blufreccia.com i tempi di Euro 2008 in Svizzera e Austria sembrano davvero molto lontani; non solo nel tempo.

ATP Wolrd Tour Finals e poi un sopralluogo alla VIP hospitality dell’Emirates Stadium e poi il Parco Olimpico e poi gli hotel, i ristoranti, le location per le Olimpiadi di Londra 2012.

Quel capolavoro dell’Emirates Stadium

Un week end eccezionale a ritmi spumeggianti quello che il nostro staff ha vissuto a Londra lo scorso week end. Straordinaria la visita alla corporate hospitality dell’Emirates Stadium (Arsenal FC) prima del match Arsenal vs Fulham, due giri di campo, uno per ogni livello della VIP hospitality:

un tripudio di eleganza, straordinario design e spettacolo tra bar, lounge, ristoranti e due grandi ristoranti à la carte diretti dal grande chef internazionale Raymond Blanc che si susseguono senza soluzione di continuità per tutta la circonferenza dello stadio con da un lato la skyline di Londra e dall’altro il meraviglioso campo di gioco e gli spalti rossi.

ATP Masters Finals, London Reporter

Poi la domenica è stata la volta dell’O2 Arena e della Finalissima degli ATP World Tour Finals con sua maestà Federer che si è imposto sull’eccellente Tsonga in un match di grandi emozioni.

Anche qui i partecipanti al viaggio London Reporter realizzato con Tennis Italiano hanno potuto apprezzare un grande spettacolo sportivo immersi nel più elegante british style: una skybox suite da urlo, buffet prima del match e durante la finale di doppio e poi open bar fino oltre la fine della partita.

Anche l’emozionante visita dell’amatissimo Rino Tommasi al nostro skybox è stato un bel momento. Ma anche sul fronte glam non ci siamo fatti mancare nulla con Cristiano Ronaldo che si faceva un drink al bar a 20 metri dal nostro skybox.

Insomma, ne avete abbastanza di certa tristezza? Fate un salto con Blufreccia.com a Londra. Be confident!

Soluzioni corporate: provare per capire

Se sei un responsabile aziendale ed hai un progetto di incentivazione o pubbliche relazioni aziendali non esitare a contattarci, saremo felici di offrirti l’esperienza in prima persona dello sport più bello del mondo, quello che va in scena a Londra.

Mentre nelle prossime settimane entrerà in vigore una legge anticorruzione, l’Anti-Bribery Act, che per i suoi labili contorni interpretativi sta preoccupando le aziende britanniche abituate ad utilizzare la corporate hospitality come un ordinario strumento di pubbliche relazioni d’affari, il palcoscenico laterale di Wimbledon, quello delle Vip e corporate hospitality si aprirà anche quest’anno svelando le tradizionali raffinatezze della Dolce vita British style.

Un secolo di intrattenimento aziendale e pubbliche relazioni
La corporate hospitality fa parte dell’essenza di Wimbledon perchè molte delle soluzioni oggi disponibili non sono altro che delle evoluzioni più commercialmente flessibili di quel nobile predecessore che sono le Debentures. Wimbledon e l’All England Lawn Tennis and Croquet Club hanno finanziato il loro sviluppo per un secolo con l’emissione di obbligazioni che le aziende acquistano in cambio di posti garantiti ed esclusivi al Centre Court ed accesso ai ristoranti interni al Ground.

Corporate hospitality for the masses
Oggi accanto al sempre fiorente mercato dei Debentures tickets (si badi, legalissimo visto che le Wimbledon Debentures sono addirittura quotate alla Borsa di Londra) esistono varie soluzioni di corporate hospitality che vengono vendute con schemi commerciali molto flessibili permettendo di acquistare anche due soli posti per una elegantissima ed eccitante giornata da vivere con un partner o un amico oppure centinaia di biglietti per grosse operazioni di PR aziendali o incentive commerciali.

La Wimbledon hospitality in tutti i suoi stati
Anche la tipologia dei servizi offerti varia: si parte dalle soluzioni Debentures che garantiscono, a prezzi effettivamente stratosferici, i migliori posti negli stadi e la possibilità di accedere agli esclusivi ristoranti interni al Ground. Si continua con le Suite panoramiche posizionate sul Centre Court (attenzione: con vista sulla skyline di Wimbledon park e non sui campi) e strutturate in piccole sale da dieci o venti coperti normalmente in modalità di exclusive hire. Si termina in bellezza con altre soluzioni di hospitality fuori dal Ground caratterizzate da servizi di ristorazione e accoglienza di livello se possibile ancora più alto rispetto a quelli offerti dai Debentures restaurants ma a prezzi comunque più accessibili: oltre 5000 € a persona ad esempio per la finale maschile.

E crisi o non crisi, Bribery Act o non Bribery Act, la Finale era già SOLD OUT a tre mesi dall’inizio del torneo.

Beh, il progetto sembra da manuale del marketing e la realizzazione ad un mese circa dall’inizio del torneo appare ben congegnata e sul giusto registro.

La scelta di Lavazza di siglare un contratto di sponsorizzazione di tre anni con un evento globale come Wimbledon caratterizzato da una immagine solidissima di eleganza, prestigio e qualità appare come una mossa strategicamente vincente per l’azienda italiana alle prese con una importante operazione di espansione commerciale a livello internazionale.

La tipologia di valori che il marchio Wimbledon trasferisce al marchio Lavazza insieme all’innovazione di prodotto rispetto ai tradizionali prodotti italiani sono due fattori vincenti per il raggiungimento degli obiettivi dell’azienda torinese.

Ma i benefici della sponsorizzazione non sono solo a favore di Lavazza. La nostra impressione è che questa operazione getti una luce innovativa su un marchio, Wimbledon, che sconta un forse eccessivo ed autoreferenziale legame con la tradizione inglese. In effetti lo stesso concetto “ortodosso” di tradizione britannica che conosciamo inizia a stare stretto ad un paese cosi dinamico ed innovativo come la Gran Bretagna.

Infatti se la tazzina di caffé italiano riuscirà a sostituire quella del tè nelle mani del Principe Williams significa che Wimbledon e Lavazza saranno riusciti creare una esperienza culturale innovativa a partire dalla fusione di sistemi di valore e culture oggettivamente lontani.

Wimbledon e Lavazza si posizioneranno in quel contesto di consumi globali di ultima generazione segno di una nuova globalizzazione che si connota di più per i suoi valori creativi e innovativi che per quelli omogeneizzanti e massificanti del consumismo d’antan.

Il viaggio di avvicinamento verso Londra della torcia olimpica sarà una staffetta di speranza, coraggio e rispetto ma questa volta non solo in modo simbolico. Questa volta i valori olimpici avranno la faccia, le braccia e le gambe di 8000 persone comuni candidate e selezionate sul Web da altrettante persone comuni tramite un entusiasmante sistema di crowd sourcing.

Il progeto è stato varato oggi: chiunque può andare sul sito appositamente messo online e segnalare per il ruolo di tedoforo una persona speciale della propria vita (purchè residente nel Regno Unito, ma non necessariamente cittadina britannica) che lo abbia spinto a raggiungere obiettivi che credeva irrealizzabili, una persona che sia stata capace di fare la differenza nella propria comunità (territorio, scuola, lavoro, ecc.), una persona che abbia dimostrato di conoscere il valore dell’amicizia, del rispetto e del fair play.

8000 storie semplici e quotidiane che incarneranno e renderanno vivi i grandi valori ideali che da sempre associamo alle Olimpiadi.

Le nomination termineranno il 19 giugno e una giuria speciale valutando entro dicembre le storie che verranno inviate tramite il sito sceglierà le 8000 persone che diventeranno tedofori olimpici.

La staffetta di avvicinamento della torcia alla cerimonia di inaugurazione del 27 luglio 2012 inizierà il 19 maggio 2012, toccherà 95 città inglesi entrando, stimano gli organizzatori, per almeno un’ora nella vita di almeno il 95% della popolazione del regno Unito.

Un’idea che inizia a farci assaggiare lo spirito positivo, aperto e innovativo che questo straordinario evento avrà in un paese moderno, avanzato e libero come il Regno Unito.

Mancano ancora 440 giorni ma quando cominci a lavorare ad un progetto di questo genere cominci subito a respirarne e sognarne l’atmosfera. Un paio di importanti clienti ci hanno infatti chiesto di iniziare a progettare due eventi incentive legati alle Olimpiadi di Londra di luglio/agosto 2012.

Sono due incentive sulla rete vendita e gli ospiti delle due aziende avranno l’opportunità di vivere alcune indimenticabili giornate londinesi immersi nell’atmosfera vibrante e globale che caratterizza un grande evento come questo e tanto più a Londra, la capitale dello sport europeo e secondo noi, qui a Blufreccia.com, mondiale.

Slalom tra prezzi e disponibilità
Iniziare a lavorare al progetto con così largo anticipo e’ molto utile, come dicevamo in un post qualche giorno fa, per la possibilità di poter giocare su nicchie di disponibilità e prezzo. Ci sono eventi di mainstream globale che hanno costi elevati e disponibilità limitatissime; ma ogni paese ha le sue tradizioni e i suoi miti sportivi. Questo significa che a seconda della nazionalità dei vostri ospiti è possibile portarli a vedere specifiche gare capaci di esaltare la loro passione spendendo budget ragionevoli.

So brit! Le affascinanti venues di Londra 2012
Tra l’altro le venues che gli inglesi hanno inziato a inaugurare già da qualche mese sono tutte straordinarie, in luoghi bellissimi e spesso strettamente legati alla tradizione inglese, sportiva o meno: Wimbledon, Eton Dorney vicino alla famosa università nella zona del Castello di Windsor, Horse Guards Parade, Wembley Stadium, ecc.

Fatica e sogni: progettare viaggi incentive su eventi globali
Dicevamo del gusto anche per noi di lavorare a progetti di questo genere. Se dici Olimpiadi ti vengono in mente momenti di lavoro duro e allo stesso tempo esaltanti vissuti al tempo dei Mondiali di Calcio in Germania nel 2006, di Euro 2008 in Svizzera e dei recenti Mondiali Sudafricani.

E’ bello lavorare immersi in quella atmosfera che sa di festa globale, di colore e soprattutto di pace, parola che di questi tempi appare strana, quasi estranea.

La tua azienda e le Olimpiadi
Qui a Blufreccia.com noi possiamo garantire che sarà una scelta vincente quella di associare l’immagine della tua azienda all’evento che tra poco comincerà a far sognare il mondo e sarà ricordato per anni a venire. Noi che conosciamo bene l’accoppiata sempre vincente Londra/Sport ne siamo sicuri.

Il valore dei diritti televisivi venduti all’estero dalla Premier League è pari a circa 1,2 miliardi di Sterline, pari a ben cinque volte il valore di quelli venduti all’estero dalla Serie A e a tre volte quelli della Liga spagnola.

Le squadre di vertice della Premier League incamerano dalla sola vendita dei diritti all’estero poco meno di quanto una squadra italiana di vertice come Inter o Juve ricava complessivamente dalla vendita dei diritti televisivi.

Le squadre di Serie A, incagliate sulla rissosa spartizione della miseria di 200 milioni di Euro, stanno bloccando lo sviluppo commerciale del calcio italiano ormai da mesi senza rendersi conto del fatto che il problema non è la spartizione delle spoglie ma la creazione di valore.

La Premier è vincente sui mercati internazionali per vari motivi. In primo luogo lo è da un punto di vista sportivo anche sulla Liga grazie alla maggiore competitività media delle squadre inglesi. In secondo luogo quello che vince è lo spettacolo televisivo complessivo fatto di un colpo d’occhio di grande impatto su stadi architettonicamente belli, spalti gremiti, prati perfetti.

Il terzo fattore vincente è poi rappresentato da una valorizzazione dei marchi estremamente spinta anche da parte delle squadre di media classifica ed effettuata con metodi e strategie degne di brand che mirano in modo determinato a palcoscenici e mercati realmente globali.

A long way ahead quindi per il nostro ormai ‘povero’ calcio.

Vuoi portare i tuoi ospiti e partner a scoprire il grande spettacolo del calcio inglese? Scopri le nostre soluzioni.