Un luogo situato nella terra del mito che torna sulla superficie del pianeta calcio.

E’ il Maracanà di Rio de Janeiro che alla fine di lavori durati tre anni in vista dei Mondiali di Calcio Fifa 2014, da una capienza di circa 200.000 posti è stato ridimensionato a 75.000, tutti seduti e con i livelli di servizio dei più moderni stadi inglesi o americani.

Dopo la fine dei Mondiali di calcio lo stadio passerà di mano ad un consorzio privato che ha appena vinto l’asta di acquisto nonostante le prevedibili proteste in un paese dove, come del resto in Italia, il calcio è considerato un bene pubblico alla stregua dell’acqua o della scuola.

Uno stadio che attraversa la frontiera del mito e si lancia nell’industria dell’entertainment sportivo; un paese, il Brasile, in via di sviluppo fino a dieci anni fa e ora lanciato a tutta velocità verso gli orizzonti del capitalismo globale.

Todo cambia, todo cambia. Tranne in Italia.

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