Dopo la fine dei Mondiali di calcio lo stadio passerà di mano ad un consorzio privato che ha appena vinto l’asta di acquisto nonostante le prevedibili proteste in un paese dove, come del resto in Italia, il calcio è considerato un bene pubblico alla stregua dell’acqua o della scuola.
Uno stadio che attraversa la frontiera del mito e si lancia nell’industria dell’entertainment sportivo; un paese, il Brasile, in via di sviluppo fino a dieci anni fa e ora lanciato a tutta velocità verso gli orizzonti del capitalismo globale.
“si parla sempre della scarsa affluenza della gente allo stadio, però se si va avanti con questo tipo di organizzazione non si può andare avanti. Volevo vedere l’Italia dal vivo, e dato che per una volta tanto hanno avuto la bontà di organizzare a Milano mi sono recato allo stadio. Premessa, stamattina il sito Ticketone annunciava che i biglietti non erano più disponibili.
Arrivo allo stadio alle 19,45, coda apocalittica alle biglietterie, un’ora in coda senza avanzare di un metro, per vedersi chiudere in faccia gli sportelli alle 20.45! Ora penso, sarà tutto esaurito. Invece arrivo a casa e in tv vedo lo stadio mezzo vuoto! 37.000 spettatori?? E fuori dallo stadio ci saranno state almeno 5000 persone che non sono riuscite ad entrare! Perchè?!?!
Hanno stabilito una determinata affluenza e non c’erano abbastanza stewart e forze dell’ordine?! E’ incredibile che in una città come Milano, da 1,5 Mln di persone non sia prevista un’affluenza più elevata! Organizzazione ridicola”, (da un commento su Gazzetta.it)
E’ l’Italia da superare (rottamare?). Non ci si venga a dire che in Italia non abbiamo tecnologie e aziende capaci di gestire situazioni del genere come fanno tranquillamente in altri paesi europei avanzati.
Il problema è che le persone, le competenze, le aziende capaci di “fare” sono sopravanzate dagli amici degli amici, se va bene… se va male sono accantonati a favore di faccendieri e corruttori. Accede in tutti gli ambiti controllati dallo Stato o che lambiscono l’economia pubblica o rappresentano un bacino elettorale. Il calcio è uno di questi.
Si dice che gli alti prezzi dei biglietti che hanno tenuto lontano i tifosi dalla prima in Champions Legaue allo Juventus Stadium dei Bianconeri contro lo Shakhtar Donetzk siano il risultato di una scelta commerciale che punta alla sostituzione della tifoseria popolare con una tifoseria (clientela) più selezionata e facoltosa. La dirigenza della Juventus sta seguendo il solco tracciato dal calcio inglese dove i prezzi dei biglietti dall’epoca hoolingans a quella degli sceicchi sono incrementati di oltre il 1000%.
Pare da un lato una lettura superficiale da un punto di vista di marketing visto che la sostituzione non c’è stata e molte poltroncine del bellissimo Juventus Stadium sono rimaste invendute. In effetti questo significa che il prezzo del prodotto è stato alzato ma che la nuova clientela messa nel mirino dell’ufficio marketing bianconero non ha ancora riconosciuto questo incremento di valore.
E’ anche possibile che la spregiudicata e aggressiva dirigenza di Corso Galileo Ferraris abbia semplicemente deciso di iniziare a mettere alla porta i fastidiosi ultras non con i Daspo e i fili spinati ma con le barriere di prezzo.
Ben venga! Nessuno critica la Ferrari o Bulgari perchè i loro prodotti costano tanto. E nella società contemporanea, dove anche dio si vende al mercato tramite opportune segmentazioni, pensare che un prodotto, un servizio, uno spettacolo come il calcio possa restare fuori da logiche squisitamente commerciali e di mercato è una ingenua utopia.
A meno che non si decida di voler raccogliere firme per un referendum che dichiari il calcio bene pubblico e l’accesso allo stadio un diritto inalienabile del cittadino italiano. A meno di non voler ripetere la farsa del “povero” Celentano che ha messo in vendita biglietti ad un Euro per i “poveri”, biglietti che naturalmente (come poteva essere diversamente) sono finiti in mano dei bagarini e rivenduti su Viagogo probabilmente ai facoltosi fan russi per migliaia di Euro (e non è un’ipotesi di fantasia).
Non è vero che nella comunicazione e nel marketing legato ai grandi eventi sportivi ci sono delle discontinuità significative ovvero che fare marketing con grandi eventi come Olimpiadi o Mondiali di calcio o Europei di calcio sia una prerogativa di marchi globali come Sony, Panasonic, McDonalds, Coca Cola, Ford, ecc.
Aziende sul palcoscenico globale
Legare il proprio marchio e la propria immagine aziendale ad eventi sportivi globali esaltanti e carichi di valori come ad esempio le Olimpiadi o qualsiasi altro evento sportivo è possibile: legalmente e con budget alla portata anche delle PMI.
Non lo si può fare nei confronti di una audience di massa ma è possibile farlo e legalmente facendo riferimento ad un’audience diversa ma non meno importante costituita dai propri dipendenti, dai propri venditori, dalla propria rete vendita B2B, dai propri partner d’affari e collaboratori più importanti.
Sono infinite le soluzioni più o meno VIP ma comunque corporate per assistere ad un grande evento sportivo che possono essere il premio di incentivazioni, promozioni B2B, regali ed omaggi.
Legare l’immagine della propria azienda ad un evento esaltante come le Olimpiadi di Londra che inizieranno a fine luglio è possibile mettendo insieme innanzitutto il viaggio, l’alloggio e il biglietto per uno degli eventi olimpici. Questa che è per così dire la parte hard della soluzione puo’ poi venire ulteriormente valorizzata con altri elementi che esalteranno l’effetto di comunicazione dell’iniziativa con un budget aggiuntivo non necessariamente importante.
Come valorizzare le potenzialità di mktg e comunicazione dell’investimento
Un esempio di elementi che possono valorizzare la messa in palio anche di solo qualche pacchetto viaggio è la produzione di un minisito web del costo di poche centinaia di Euro in cui vengano presentate l’incentivazione e le condizioni dell’incentivazione il tutto con sfoggio di immagine aziendale unita a quelle del grande evento. Naturalmente il sito dovrà essere riservato ai destinatari dell’incentivazione o agli invitati e non pubblico. Ma l’effetto sul vostro target è assicurato.
Altra idea potrebbe essere quella di inviare alla audience da incentivare o ai destinatari di un regalo un invito a partecipare corredato da un un gadget ufficiale dell’evento o da un gadget che lo ricordi ma marchiato con le insegne della vostra azienda.
Potremmo pensare a tante altre soluzioni ma la cosa fondamentale è che davvero è possibile legare la propria azienda ad eventi che fanno sognare milioni se non miliardi di persone con dei budget del tutto accessibili.
Le soluzioni Blufreccia.com
Qui a Blufreccia.com siamo ancora in grado di offrirti straordinarie soluzioni corporate per le Olimpiadi di Londra. Contattaci o visita il sito Corporate.
Secondo gli standard UEFA e del suo segretario Michel Platini, gli albergatori di Monaco di Baviera dovrebbero essere catalogati come “banditi e truffatori” al pari dei loro colleghi polacchi e ucraini di Euro 2012.
Per ora al quartier generale di Nyon nessuno si straccia le vesti.
Magari anche perchè i tedeschi non sono usi uccidere cani randagi, non mettono in galera giovani e belle oppositrici politiche e perchè a Monaco a differenza di Kiev le prostitute rilasciano regolare fattura.
Oppure perchè Platini ha letto il nostro post su domanda, offerta e leggi di mercato.
Monsieur Platini scivola sulla buccia di banana dell’ipocrisia definendo gli albergatori polacchi e ucraini “banditi e truffatori” per avere aumentato a dismisura, dice lui, le tariffe per i pernotti durante gli Europei di calcio a giugno.
La distorsione non è quella dei prezzi delle camere che prevedibilmente crescono quando ci sono decine e decine di migliaia di persone che vorrebbero soggiornare in città con capacità di accoglienza decisamente limitate. La distorsione è quella della UEFA che ha accettato di organizzare un evento di queste proporzioni in due paesi con infrastrutture di accoglienza limitate e forse insufficienti
A questo si aggiungono specie per quanto riguarda l’Ucraina dei record di libertà democratiche e diritti civili molto inferiori agli standard medi europei (vedi la polemica sull’uccisione dei randagi, quella sulla detenzione della Tymoshenko e sullo sfruttamento della prostituzione) e che giustamente stanno scatenando polemiche e offuscando l’immagine dell’evento.
Anche qui a Blufreccia.com i tempi di Euro 2008 in Svizzera e Austria sembrano davvero molto lontani; non solo nel tempo.
ATP Wolrd Tour Finals e poi un sopralluogo alla VIP hospitality dell’Emirates Stadium e poi il Parco Olimpico e poi gli hotel, i ristoranti, le location per le Olimpiadi di Londra 2012.
Quel capolavoro dell’Emirates Stadium
Un week end eccezionale a ritmi spumeggianti quello che il nostro staff ha vissuto a Londra lo scorso week end. Straordinaria la visita alla corporate hospitality dell’Emirates Stadium (Arsenal FC) prima del match Arsenal vs Fulham, due giri di campo, uno per ogni livello della VIP hospitality:
un tripudio di eleganza, straordinario design e spettacolo tra bar, lounge, ristoranti e due grandi ristoranti à la carte diretti dal grande chef internazionale Raymond Blanc che si susseguono senza soluzione di continuità per tutta la circonferenza dello stadio con da un lato la skyline di Londra e dall’altro il meraviglioso campo di gioco e gli spalti rossi.
ATP Masters Finals, London Reporter
Poi la domenica è stata la volta dell’O2 Arena e della Finalissima degli ATP World Tour Finals con sua maestà Federer che si è imposto sull’eccellente Tsonga in un match di grandi emozioni.
Anche qui i partecipanti al viaggio London Reporter realizzato con Tennis Italiano hanno potuto apprezzare un grande spettacolo sportivo immersi nel più elegante british style: una skybox suite da urlo, buffet prima del match e durante la finale di doppio e poi open bar fino oltre la fine della partita.
Anche l’emozionante visita dell’amatissimo Rino Tommasi al nostro skybox è stato un bel momento. Ma anche sul fronte glam non ci siamo fatti mancare nulla con Cristiano Ronaldo che si faceva un drink al bar a 20 metri dal nostro skybox.
Insomma, ne avete abbastanza di certa tristezza? Fate un salto con Blufreccia.com a Londra. Be confident!
Soluzioni corporate: provare per capire
Se sei un responsabile aziendale ed hai un progetto di incentivazione o pubbliche relazioni aziendali non esitare a contattarci, saremo felici di offrirti l’esperienza in prima persona dello sport più bello del mondo, quello che va in scena a Londra.
Mentre nelle prossime settimane entrerà in vigore una legge anticorruzione, l’Anti-Bribery Act, che per i suoi labili contorni interpretativi sta preoccupando le aziende britanniche abituate ad utilizzare la corporate hospitality come un ordinario strumento di pubbliche relazioni d’affari, il palcoscenico laterale di Wimbledon, quello delle Vip e corporate hospitality si aprirà anche quest’anno svelando le tradizionali raffinatezze della Dolce vita British style.
Un secolo di intrattenimento aziendale e pubbliche relazioni
La corporate hospitality fa parte dell’essenza di Wimbledon perchè molte delle soluzioni oggi disponibili non sono altro che delle evoluzioni più commercialmente flessibili di quel nobile predecessore che sono le Debentures. Wimbledon e l’All England Lawn Tennis and Croquet Club hanno finanziato il loro sviluppo per un secolo con l’emissione di obbligazioni che le aziende acquistano in cambio di posti garantiti ed esclusivi al Centre Court ed accesso ai ristoranti interni al Ground.
Corporate hospitality for the masses
Oggi accanto al sempre fiorente mercato dei Debentures tickets (si badi, legalissimo visto che le Wimbledon Debentures sono addirittura quotate alla Borsa di Londra) esistono varie soluzioni di corporate hospitality che vengono vendute con schemi commerciali molto flessibili permettendo di acquistare anche due soli posti per una elegantissima ed eccitante giornata da vivere con un partner o un amico oppure centinaia di biglietti per grosse operazioni di PR aziendali o incentive commerciali.
La Wimbledon hospitality in tutti i suoi stati
Anche la tipologia dei servizi offerti varia: si parte dalle soluzioni Debentures che garantiscono, a prezzi effettivamente stratosferici, i migliori posti negli stadi e la possibilità di accedere agli esclusivi ristoranti interni al Ground. Si continua con le Suite panoramiche posizionate sul Centre Court (attenzione: con vista sulla skyline di Wimbledon park e non sui campi) e strutturate in piccole sale da dieci o venti coperti normalmente in modalità di exclusive hire. Si termina in bellezza con altre soluzioni di hospitality fuori dal Ground caratterizzate da servizi di ristorazione e accoglienza di livello se possibile ancora più alto rispetto a quelli offerti dai Debentures restaurants ma a prezzi comunque più accessibili: oltre 5000 € a persona ad esempio per la finale maschile.
E crisi o non crisi, Bribery Act o non Bribery Act, la Finale era già SOLD OUT a tre mesi dall’inizio del torneo.
Beh, il progetto sembra da manuale del marketing e la realizzazione ad un mese circa dall’inizio del torneo appare ben congegnata e sul giusto registro.
La scelta di Lavazza di siglare un contratto di sponsorizzazione di tre anni con un evento globale come Wimbledon caratterizzato da una immagine solidissima di eleganza, prestigio e qualità appare come una mossa strategicamente vincente per l’azienda italiana alle prese con una importante operazione di espansione commerciale a livello internazionale.
La tipologia di valori che il marchio Wimbledon trasferisce al marchio Lavazza insieme all’innovazione di prodotto rispetto ai tradizionali prodotti italiani sono due fattori vincenti per il raggiungimento degli obiettivi dell’azienda torinese.
Ma i benefici della sponsorizzazione non sono solo a favore di Lavazza. La nostra impressione è che questa operazione getti una luce innovativa su un marchio, Wimbledon, che sconta un forse eccessivo ed autoreferenziale legame con la tradizione inglese. In effetti lo stesso concetto “ortodosso” di tradizione britannica che conosciamo inizia a stare stretto ad un paese cosi dinamico ed innovativo come la Gran Bretagna.
Infatti se la tazzina di caffé italiano riuscirà a sostituire quella del tè nelle mani del Principe Williams significa che Wimbledon e Lavazza saranno riusciti creare una esperienza culturale innovativa a partire dalla fusione di sistemi di valore e culture oggettivamente lontani.
Wimbledon e Lavazza si posizioneranno in quel contesto di consumi globali di ultima generazione segno di una nuova globalizzazione che si connota di più per i suoi valori creativi e innovativi che per quelli omogeneizzanti e massificanti del consumismo d’antan.